Storia e leggenda

Da tempi immemorabili si racconta che sulla sommità  del colle di Noal (denominato Mirabei per la panoramicità  del luogo), sovrastante il nucleo abitato di Curzoi, sorgesse un castello. E, infatti, fino ad una trentina di anni fa, andando lassù, sembrava proprio di essere sugli spalti di un antico maniero. Si racconta pure di tre gallerie che servivano a collegare tale castello con altri posti strategici a Landris, Pramarzà l e Sedico. E c'è chi, tuttora, è disposto a giurare di aver visto l'ingresso di almeno una di esse. Si favoleggia , poi, di lotte tra il castellano di Landredo (Landris) e quello dei Mirabei, innamorato della figlia del suo rivale (storia che ricalca quella di Giulietta e Romeo). Giorgio Piloni, nella sua celebre "Historia della città  di Belluno", parla dei due castelli di Mirabello e Landredo, scrivendo che andarono distrutti nel 1196 durante le lotte tra Bellunesi e Trevigiani. Comunque, sulla sommità  dei Mirabei un castello c'era senz'altro: lo attestano i resti, ancora legati con malta, messi in luce nelle recenti campagne di scavi.

Basamento della torre, prospetto nord-ovestLa località  è sempre stata importante anche nei secoli successivi, visto che nei pressi del castello sorgeva la chiesetta, con annesso cimitero, dedicata a Sant'Andrea apostolo, soppressa dal demanio nel 1806. Un bosco, nelle vicinanze, è pure denominato di Sant'Andrea. Si ha inoltre notizia che il nucleo abitato, che si trova a circa 200 metri, già  nel 1563 era un "manso dele Madone Moneghe di Santo Gervasio" (colonìa delle suore di San Gervasio a Belluno) e che non molto distante, in luogo non ancora individuato, sorgeva un'altra chiesetta, dedicata alla Santa Croce. Agli inizi di questo secolo, quando era già  proprietario del terreno dei Mirabei Augusto Pasa (molto noto in paese per la sua attività  di oste e per essere stato il primo presidente dell'asilo di Sedico), il figlio Ezio tentò di effettuare degli scavi all'interno del Castelliere senza però trovare nulla. Alla morte del giovane, avvenuta pochi anni dopo, il padre, anche per ricordare un'altra figlia morta in circostanze drammatiche, creò, intorno agli anni '20, nel sito dei Mirabei, il "Parco della Rimembranza" piantandovi degli abeti e dei larici (poi gradatamente abbattuti perchè ammalati o schiantati dal vento).

Ed è proprio grazie a questo parco, di recente donato al comune di Sedico dalla nipote Iole Pasa ultima proprietaria, che la sommità  dei Mirabei si è salvata e custodisce tuttora il suo segreto. Segreto che soltanto una campagna di scavi potrà  svelare, dopo che nel 1986 don Piero Bez allora parroco di Sedico, riportando alla luce poderose strutture murarie, confermò la fondatezza della leggenda.

II coordinatore del gruppo di lavoro per il Castelliere di Noal
Gianni De Vecchi

 

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