La sequenza stratigrafica del rilievo A

Indagini archeologiche sono state condotte tra il 1994 e il 1996 sul fronte Nord del rilievo A al fine di arrestare il degrado degli strati antropici provocato da un profondo scasso che aveva interessato il manufatto antropico in tutta la sua altezza. Proprio la rimozione fino al substrato sterile del materiale litico e terroso non più in giacitura primaria ha consentito la documentazione della complessa sequenza stratigrafica di origine antropica, nonchè delle sue diverse fasi costruttive. Considerata l'inaccessibilità dell'area dello scavo per motivi di sicurezza, si presenta un'esaustiva documentazione grafica della sequenza archeologica riportata alla luce riconducibile a tre principali fasi costruttive.

Fase 1: è documentata da un tratto di muro pertinente alla cinta difensiva che racchiudeva il villaggio della fine dell'età del bronzo recente-inizi del Bronzo finale (XII-XI secolo a.C.). Fondato su un suolo bruno di età olocenica precedentemente bonificato e livellato, il paramento murario riportato alla luce è in lastre di arenaria con faccia esterna ben squadrata sovrapposte a secco per 7-8 filari; ha andamento Est-Ovest ed è stato osservato per una lunghezza di circa 4 m. Nel paramento esterno, negli intervalli di muro verosimilmente occupati in origine da grossi pali, è visibile il suo nucleo interno costituito da ciottoli.

Fase 2: corrisponde al nucleo vero e proprio datato, sulla base della documentazione archeologica e della datazione radiometrica, ad una fase di passaggio dall'età del bronzo finale alla prima età del ferro (X-IX secolo a. C.). Esso è suddivisibile in moltissime unità in base alla configurazione delle diverse falde che lo compongono, alle matrici (limi bruni o limi gialli di disfacimento dell'arenaria) e all'assetto, per lo più già in collasso, del materiale lapideo (ciottoli e lastre di arenaria). Alcune falde, costituite principalmente da lastre di arenaria di grandi dimensioni in assetto "embricato", e quindi già in crollo, consentono di supporre che in origine il rilievo A presentasse un profilo a gradoni. La presenza di carboni e di terreno scottato sugli strati più alti del rilievo rappresenterebbero gli esiti di un incendio di strutture di legno (tavole, assi, paletti ecc.) poste alla sommità.

Fase 3: in età medievale (VIII-XII secolo d.C.) la sommità del rilievo viene spianata e munita da una struttura a carattere difensivo di cui resta un filare di grosse pietre legate con malta.

Elodia Bianchin Citton
Soprintendenza Archeologica per il Veneto

Sequenza stratigrafica di un settore

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